L’albero dei ricordi

21 settembre, Giornata Mondiale dell'Alzheimer

21 settembre 2026

Un episodio dell’infanzia, il ricordo di un amore, un lavoro svolto per tanti anni, una festa in famiglia. Ogni persona custodisce esperienze che parlano di lei e continuano a far parte della sua identità.

Da questa consapevolezza nasce “L’albero dei ricordi”, il progetto realizzato durante l’estate 2026 nelle RSA Anni Azzurri e presentato oggi in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Un’iniziativa dedicata alla memoria, ma soprattutto alle persone e al valore delle loro esperienze.

Il progetto nelle residenze

Il progetto ha coinvolto tutte le 60 Residenze Anni Azzurri e ha permesso di raccogliere oltre cinquecento testimonianze. Durante i mesi estivi, ospiti e operatori hanno condiviso ricordi, aneddoti ed esperienze personali, riportati su foglie di carta e raccolti in un albero realizzato in ciascuna struttura.

L’albero dei ricordi

In questa pagina abbiamo scelto di raccontare alcuni dei ricordi raccolti. Tutti gli alberi realizzati nelle Residenze, con le loro foglie e le tante storie che custodiscono, sono invece visibili sulla pagina Facebook di Residenze Anni Azzurri.

oppure tocca una foglia per leggerne uno

Albero dei ricordi
  1. Mi ricordo quando da giovane camminavo al mare con mio marito. È un momento felice che porto nel cuore.
  2. Ricordo con nostalgia la mia terra d'origine, l'Argentina.
  3. Mi ricordo quanto ci divertivamo a cercare quadrifogli sull'erba. Guido
  4. Il mio ricordo felice è stato quando a 15 anni mio padre mi ha regalato la mia prima bicicletta, era dopo guerra ed è stato un regalo prezioso. Antonio
  5. Mio marito era innamorato di Venezia. L'ho vista per la prima volta durante il viaggio di nozze: abbiamo fatto il giro in gondola e a Murano mi ha regalato un piccolo gioiello, un corno porta fortuna. Rossella
  6. Quando ero piccolo, mamma e papà andavano a ballare e a volte portavano anche me. Ricordo con affetto quelle serate: la musica, i loro sorrisi, vederli divertire e quanto erano bravi a ballare!
  7. L'amore per mio padre definito da mia madre "due noccioli in una pesca"
  8. A New York quando ho fatto la foto con John Kennedy. Marta
  9. Ricordo quando con il nonno, potavamo le piante di limoni e ce li mangiavamo a fette con pane, olio e sale.
  10. Ricordo il profumo e la bontà della torta di mele della mamma.
  11. Il ricordo più bello è quando ci trovavamo tutti per festeggiare Natale. Dirce
  12. Ricordo il viaggio di nozze a Sanremo, la città del Festival della Canzone Italiana, siamo andati in auto il giorno stesso del matrimonio. Guidava mio marito e siamo stati in un hotel meraviglioso. Io indossavo un tailleur nero lucido con un bel cappellino sui capelli corti. Anche mio marito era elegantissimo con un completo nuovo giacca e gilet, cravatta e camicia coordinata. Anna
  13. Ricordo il mio giocattolo preferito, era una bambola.
  14. Ricordo il profumo del ragù che mi cucinava la mia mamma.
  15. Quando i miei genitori mi dicevano "con mamma e papà niente paura!" Cristina
  16. Ricordo le grandi tavolate di Natale in famiglia.
  17. Ricordo quando ho guidato la moto per la prima volta!
  18. Mi ricordo il primo giorno di lavoro alla FIAT.
  19. Ricordo la pigiatura dell'uva in cantina con papà.
  20. Ricordo l'amore infinito per i miei genitori.
  21. Il mio ricordo più importante risale addirittura al secolo scorso, quando all'età di 4 anni vidi un'opera lirica al Teatro San Carlo di Napoli. Mi colpì tanto che da quel giorno ho vissuto di musica come passione. Giunto a Milano non potei sfuggire a La Scala e negli anni ho acquisito un repertorio lirico di notevole entità. Giacomo
  22. Il ricordo più bello che ho di mia madre riguarda i racconti che faceva dopo pranzo, relativi alle sue avventure.
  23. Mi ricordo quando facevo la sarta.
  24. Mi ricordo quando ballavo e insegnavo danza.
  25. Mamma, il nostro ricordo del cuore è il sorriso di papà. Sono sicura che ci guarda da lassù con molto orgoglio. Angelica e Sonia
  26. In un giorno di neve ero fuori, quando sono tornata in casa ho avuto la sorpresa di trovare la mia sorellina appena nata. Dalla gioia sono caduta dalle scale!!
  27. Un caro ricordo della mia infanzia è il bere il latte tiepido appena munto.
  28. Ricordo che la mia mamma camminava veloce come il vento.
  29. Ero a Rio! Ogni mattina aprendo la finestra vedevo un mondo bellissimo fatto di musica e mille colori.
  30. Ricordo il mio cane Febo che da bambina mi portava in giro sulla schiena, ero bambina. Alba
  31. Il ricordo dei miei genitori che erano davvero innamorati. Gianna
  32. Quando ho girato il mondo con il mio camion… Ricordo soprattutto le colazioni all'inglese. Ottavio
  33. Avevo un chiosco al mare ed ero felice. Alfredo
  34. Ho avuto cinque figli, i miei ricordi felici sono con loro. Nadia
  35. Mi ricordo quando ho imparato ad impastare e stendere la foglia per fare le tagliatelle e i pansoti! Cinzia
  36. Il mio ricordo felice risale a una sera di carnevale: ero in casa con mio fratello e sono arrivati due ragazzi mascherati che non avevamo riconosciuto. Uno dei due ha chiesto da bere e mio fratello gli ha detto di togliere la maschera. Il ragazzo ha tolto la maschera e mi ha visto: era Italo, è diventato mio marito! Gianna
  37. Ricordo con affetto quando mi sono sposata. Antonella
  38. Ricordo il mio primo giro in barca a Venezia.
  39. Quando scendevo dalle piste da sci consapevole di me.
  40. Mi ricordo che sei sempre stata molto appassionata al gioco della dama. Da piccolo mi sedevo per interi pomeriggi insieme a te e non capivo mai se mi lasciavi vincere o se fossi stato io bravo a batterti. Oggi, ogni tanto, rimettiamo ancora insieme le pedine sulla scacchiera, ma sono io a mostrarti le mosse e a ricordarti a chi tocca muovere. Chissà se, a volte, ti lascio vincere o se sei semplicemente ancora così brava da battermi. Diego
  41. Mi ricordo il mio papà che mi portava sulle spalle. A volte mi sembrava di avere le vertigini ma era tanto bello.

Un ricordo, la sua fotografia

Fotografia in bianco e nero degli anni Sessanta: una coppia giovane cammina sulla riva del mare
Mi ricordo quando da giovane camminavo al mare con mio marito. È un momento felice che porto nel cuore.
Margherita
Fotografia d’epoca in bianco e nero virata seppia: due sposi escono dalla chiesa a braccetto, lei con velo e bouquet
Il matrimonio di Giorgio, 17 agosto 1959
Come se fosse oggi 67 anni fa il primo timido bacio, quasi una prova ma fu un impegno per sempre.
Giorgio

Perché i ricordi sono così importanti

La memoria è una delle funzioni cognitive su cui incide la malattia di Alzheimer, una patologia neurodegenerativa cronica e progressiva che rappresenta la causa più comune di demenza.

Il modo in cui si manifesta e si evolve varia da persona a persona. Tra i primi segnali può esserci la difficoltà nel ricordare eventi o informazioni recenti. Con il tempo possono comparire anche problemi di linguaggio, ragionamento e orientamento, fino a incidere sull’autonomia e sulla vita quotidiana.

La memoria non è soltanto la capacità di conservare informazioni. Attraverso i ricordi costruiamo la nostra storia, riconosciamo i legami importanti e diamo continuità alle esperienze vissute.

Nella malattia di Alzheimer questa capacità viene progressivamente compromessa, ma i ricordi non scompaiono tutti nello stesso momento e nello stesso modo. Alcuni episodi lontani possono rimanere accessibili più a lungo, soprattutto quando vengono richiamati attraverso una fotografia, una canzone, un oggetto familiare o la voce di qualcuno disposto ad ascoltare.

Non sempre il racconto sarà preciso o seguirà un ordine cronologico, ma questo non ne riduce il valore. Anche un ricordo frammentario può esprimere emozioni, legami e aspetti importanti della storia della persona. Ciò che conta non è correggere ogni dettaglio, ma accogliere ciò che la persona riesce e desidera condividere.

A spiegare il significato dell’iniziativa è lo psichiatra Adolfo Bandettini di Poggio, direttore medico dell’area Psichiatria del Gruppo KOS:

«La memoria non è soltanto un archivio del passato, ma uno strumento attraverso cui la persona anziana ricostruisce il senso della propria identità nel presente. Raccontare la propria storia ed essere ascoltati con attenzione restituisce a chi la narra la percezione di avere un ruolo attivo nella quotidianità e di poter far sentire la propria voce. La condivisione del vissuto può diventare un sostegno concreto al benessere della persona, che si sente riconosciuta non per la propria fragilità, ma per la ricchezza della propria esperienza.»

Adolfo Bandettini di Poggio, direttore medico dell’area Psichiatria del Gruppo KOS

Prendersi cura della persona, oltre la malattia

“L’albero dei ricordi” si inserisce nel percorso di Anni Azzurri dedicato alla cura e al benessere delle persone anziane.

Prendersi cura di una persona con Alzheimer significa rispondere ai suoi bisogni assistenziali e sanitari, ma anche continuare a riconoscerne l’unicità. Significa rispettare i suoi tempi, prestare attenzione alle emozioni e cercare modalità nuove per entrare in relazione quando quelle abituali diventano più difficili.

Le foglie raccolte nelle strutture Anni Azzurri raccontano vite diverse, ma condividono lo stesso messaggio: ogni storia merita di essere ascoltata e custodita. Perché, anche quando ricordare diventa difficile, la persona e il valore della sua esperienza rimangono.

Le voci

Alcune delle persone che hanno partecipato al progetto hanno accettato di raccontare a voce quello che avevano scritto sulla foglia. Ogni registrazione ha la sua trascrizione.

Giacomo e la prima opera al San Carlo

Leggi la trascrizione

Ecco, il mio ricordo più importante risale addirittura nel secolo, perché dobbiamo andare all'età mia di sette anni, quando per la prima volta vidi un'opera lirica al teatro San Carlo di Napoli. Mi colpì tanto che da quel giorno si può dire che ho vissuto di musica, come passione, come attaccamento. Naturalmente venuto a Milano non potevo sfuggire alla Scala e quindi tra San Carlo e Scala ho acquistato un repertorio lirico di notevole entità.

Maria e il viaggio in Australia

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Io ricordo volentieri, e non voglio dimenticare, l'Australia, che loro dicono Austrelia e sono pazzi quando sentono dire che uno è italiano, amano l'Italia, non so perché. Io amo un paese estremamente diverso dall'Italia dove ci sono anche, al di là di vegetazioni eccetera, c'è anche la presenza di animali a noi completamente sconosciuti, canguri, koala, eccetera, e sono animaletti docili. Mi piace, mi è piaciuto tanto viaggiare in macchina, ho fatto tutto il giro, ho visitato Sydney con la House (come si chiama?) Opera House, un centro culturale, teatrale, eccetera, bellissimo, e poi ho apprezzato molto la disponibilità delle persone verso gente che veniva da tanto lontano come l'Italia.

Silvana e quello che le disse suo nonno

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Mio nonno era il fin di vita, si trovava all'ospedale e mio papà, avevo 17 anni, e mio padre mi ha detto che il nonno sta morendo, non ascolto straparlo un attimino. In quel momento però lui mi ha detto delle cose che mi sono rimaste imprese per tutta la vita. Prima mi ha detto che mi voleva bene, cosa che non aveva mai detto e che le spiaceva di dovermi lasciare e poi ha predetto la morte di mio padre, che la vedeva già presente, infatti mio padre è morto tre mesi dopo... e altre cose della vita che si sono perfettamente realizzate.