Le nostre storie — Residenza Anni Azzurri, Favaro Veneto

Leda Scarpa

Pane, zucchero e latte come una festa, il lavoro iniziato a undici anni e un amore nato al primo sguardo. Attraverso i suoi ricordi emerge uno spaccato dell'Italia di un tempo, fatto di sacrifici, famiglia e gratitudine.

16 settembre 2026

La signora Leda Scarpa nasce a Venezia il 25 gennaio 1930. I suoi genitori si chiamavano Luigi ed Angela. Leda ci racconta: “ La mia era una famiglia numerosa e tutta al femminile perché eravamo sei sorelle, un nostro fratello purtroppo è venuto a mancare improvvisamente quando aveva 25 anni. Abitavamo a Venezia in Calle Turlona a Cannaregio; con la mia famiglia vivevano anche i miei nonni.

Vivevamo con poco, mangiavamo quasi tutti i giorni i fagioli; la domenica era davvero una festa perché mangiavamo il pane con lo zucchero e il latte: era il nostro dolce preferito.

Ho frequentato la Scuola San Girolamo fino alla terza elementare perché ho iniziato a lavorare quando avevo 11 anni. Una delle mie sorelle che si chiamava Irma faceva la sarta e mi aveva trovato un posto di lavoro in un laboratorio di cucito dove si faceva un po’ di tutto dall’applicazione di bottoni sulle camicie alla stireria. Io ero disponibile per fare qualsiasi impiego tranne che stare al banco per gestire i soldi della cassa perché avevo paura di non riuscire a “far tornare i conti”.

Ho conosciuto l’uomo che poi è diventato mio marito quando ero ancora molto giovane partecipando al matrimonio di una mia amica che era sua sorella.

Sono rimasta folgorata al primo sguardo.

Si chiamava Bruno ma a casa lo chiamavano Elio. Veniva a prendermi tutti i giorni dopo il lavoro e trascorrevamo il pomeriggio girando per le calli vicino Campo San Bartolomeo.

Bruno lavorava in marittima al posto del suo papà. Siamo stati fidanzati circa 7 anni prima di sposarci il 31 maggio 1953 a Sant’ Alvise. Il vestito da sposa era un abito blu al ginocchio che aveva confezionato mia sorella Irma. Il tessuto bianco a quei tempi costava molto. Dopo le nozze siamo andati in viaggio ad Alleghe, mi sembrava di vivere una favola, era la prima volta che andavamo fuori Venezia.

Leda e Bruno in abito elegante, davanti a due automobili degli anni Cinquanta.
Leda e Bruno.

Bruno purtroppo mi ha lasciato sola con i nostri tre figli Marino, Francesco e Luciano a causa di una brutta malattia diversi anni fa. Nella mia vita mi sono sempre occupata della famiglia e delle faccende domestiche ed era un grande carico perché inizialmente non avevamo neanche la lavatrice. Ho accudito mio marito fino alla fine ed ero già anziana quando ho invitato mia sorella a vivere con me per assisterla nei suoi bisogni e l’ho fatto per circa dieci anni.

Sono diventata nonna di sei nipoti e sono anche bisnonna.

Non sono mai stata una donna esigente, ero felice con quello che avevo.

Nella mia vita ho fatto tanti sacrifici ma ringrazio il Signore perché sono stata sempre bene”.

Ringraziamo la signora Leda per averci raccontato una parentesi della sua vita trasmettendoci la bellezza delle piccole cose nella vita.