“La cura delle parole”: il progetto Anni Azzurri e Parole O_Stili per la Giornata della Gentilezza
In occasione della Giornata della Gentilezza, Anni Azzurri KOS, in collaborazione con Parole O_Stili, presenta il progetto “La cura delle parole”, un percorso dedicato a promuovere una comunicazione consapevole e gentile nei luoghi di cura per persone anziane e fragili.
L’iniziativa, basata su dieci parole chiave e altrettante linee guida, mira a formare gli operatori e a diffondere una cultura della relazione responsabile all’interno delle residenze.
Un progetto per valorizzare il potere delle parole
In un mondo dove la comunicazione è spesso veloce e superficiale, “La cura delle parole” invita a riscoprire l’importanza dell’ascolto e della scelta consapevole del linguaggio.
Nelle RSA, ogni parola, ogni tono e ogni gesto diventano parte integrante della relazione di cura: dal saluto del mattino, al modo in cui si spiega un’azione assistenziale, fino all’accoglienza di una paura o di una difficoltà.
Come sottolinea Chiara Carla Monti, direttrice medica di Anni Azzurri KOS, “quando le parole sono scelte con consapevolezza e rispetto, sostengono l’emotività della persona anziana, rafforzano la fiducia e generano benessere psicofisico. Con questa iniziativa vogliamo promuovere un approccio gentle care, che riconosca la comunicazione come parte integrante della cura: uno strumento terapeutico a tutti gli effetti”.
Dal lavoro congiunto di Anni Azzurri KOS e Parole O_Stili sono nate dieci linee guida per una sana comunicazione, ispirate al Manifesto della comunicazione non ostile.
Le dieci parole che guidano il progetto — Cura, Umanità, Tempo, Incontro, Empatia, Consapevolezza, Premura, Dialogo, Rispetto e Conforto — rappresentano i pilastri di una comunicazione autentica, capace di unire linguaggio, attenzione e professionalità.
La comunicazione come strumento di cura
L’iniziativa parte dal riconoscimento che la comunicazione è parte del benessere delle persone fragili.
Ogni parola detta o taciuta diventa un gesto di cura, capace di rassicurare, orientare, sostenere.
Come ricorda Rosy Russo, presidente di Parole O_Stili, “parlare con gentilezza non è un gesto accessorio, ma un atto di responsabilità. Nelle RSA, le parole non sono solo un mezzo per trasmettere informazioni, ma uno strumento di cura che può rassicurare, orientare, sostenere. Con questo progetto vogliamo portare la cultura della parola consapevole dove ha più valore: nei luoghi dove il linguaggio può davvero prendersi cura delle persone e delle loro emozioni”.
“La cura delle parole” non è solo un progetto di formazione, ma anche un invito collettivo a costruire relazioni basate sul rispetto, sull’ascolto e sulla presenza: elementi fondamentali della filosofia assistenziale di KOS.
Presentazione al Forum della Non Autosufficienza
Il progetto sarà presentato ufficialmente al Forum della Non Autosufficienza di Bologna, il 26 novembre 2025, dalle 14:30 alle 16:30.
L’incontro sarà un momento di confronto tra professionisti, esperti di comunicazione e testimoni di buone pratiche, moderato da Laura Capardoni, direttrice marketing e comunicazione del Gruppo KOS.
Tra i relatori: Rosy Russo, direttrice generale di Parole O_Stili; Chiara Carla Monti, direttrice medica di Anni Azzurri KOS; Licia Fertz, influencer e attivista; Marco Fumagalli, educatore professionale e autore; ed Emanuele Usai, caregiver e content creator.
Un linguaggio che cura
Attraverso “La cura delle parole”, KOS e Parole O_Stili portano nei luoghi della cura una riflessione concreta: che il linguaggio è una forma di attenzione, una cura che comincia dal modo in cui ci si rivolge all’altro.
Le parole possono accogliere, accompagnare e restituire dignità.
E quando sono scelte con consapevolezza, diventano parte della salute, del benessere e della vita condivisa nelle RSA.
Un linguaggio che cura
Attraverso “La cura delle parole”, KOS e Parole O_Stili portano nei luoghi della cura una riflessione concreta: che il linguaggio è una forma di attenzione, una cura che comincia dal modo in cui ci si rivolge all’altro.
Le parole possono accogliere, accompagnare e restituire dignità.
E quando sono scelte con consapevolezza, diventano parte della salute, del benessere e della vita condivisa nelle RSA.



