Un nuovo modo di prendersi cura della disfagia: i risultati dello studio con il Protocollo WeanCare-Dysphameal®

La disfagia, un disturbo della deglutizione che può compromettere l’assunzione sicura di cibi e liquidi, rappresenta una delle sfide più complesse nelle RSA.

19 dicembre 2025
  • condividi su whatsapp
Un nuovo modo di prendersi cura della disfagia: i risultati dello studio con il Protocollo WeanCare-Dysphameal® Un nuovo modo di prendersi cura della disfagia: i risultati dello studio con il Protocollo WeanCare-Dysphameal®

Colpisce soprattutto le persone anziane, aumentando il rischio di malnutrizione, disidratazione e polmonite ab ingestis. Per molti anni il trattamento si è basato su diete frullate, soluzioni spesso difficili da standardizzare e non sempre adeguate sul piano nutrizionale.

Per rispondere a queste criticità, nelle strutture Anni Azzurri è stato avviato uno studio innovativo sull’adozione del Protocollo WeanCare–Dysphameal®, un protocollo strutturato di gestione della disfagia che integra sicurezza clinica, qualità nutrizionale ed esperienza del pasto. Il protocollo prevede l’utilizzo di pasti liofilizzati ad alta densità nutrizionale, ricostituiti in consistenze standardizzate secondo le linee guida internazionali IDDSI (International Dysphagia Diet Standardisation Initiative).

Una scelta che punta a garantire sicurezza, qualità e uniformità nella gestione quotidiana della disfagia, migliorando al contempo l’organizzazione dei servizi e il benessere degli ospiti.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nutrients e condotto in collaborazione con l’Università di Genova sotto il coordinamento della Dott.ssa Chiara Monti, ha coinvolto 13 ospiti con diagnosi di disfagia orofaringea seguiti lungo un periodo di valutazione continuativa. Il progetto si è sviluppato con il supporto tecnico-scientifico di HARG, azienda specializzata nello sviluppo di soluzioni nutrizionali avanzate e protocolli innovativi per la gestione della disfagia in ambito sanitario e sociosanitario.

I risultati presentati confermano evidenze già emerse in studi precedenti condotti su campioni più ampi di pazienti, rafforzando ulteriormente la solidità scientifica e l’affidabilità del Protocollo WeanCare–Dysphameal®.

Risultati dello studio: miglioramenti clinici, maggiore autonomia e benefici organizzativi

L’analisi dei dati restituisce un quadro decisamente incoraggiante. Tutti i partecipanti hanno registrato un aumento della massa magra e della massa muscolare scheletrica, un indicatore chiave della qualità dell’apporto nutrizionale e di un metabolismo più efficiente. Migliorano anche alcuni parametri ematici: l’albumina, fondamentale per valutare lo stato nutrizionale e l’infiammazione, risulta più stabile; i linfociti, spesso ridotti in condizioni di stress o insufficiente nutrizione, mostrano un incremento, segno di una situazione clinica più equilibrata.

Un altro aspetto rilevante riguarda la riduzione dell’uso di integratori: grazie a pasti più ricchi e strutturati, non è stato necessario introdurre nuove supplementazioni, con l’unica eccezione degli integratori già previsti prima dell’avvio del protocollo.

Lo studio ha evidenziato progressi anche sul piano della qualità della vita. I residenti hanno mostrato una maggiore autonomia durante i pasti, un aspetto che incide direttamente sulla percezione di benessere. Anche la regolarità intestinale è risultata migliorata, con una riduzione degli episodi di stitichezza, un disturbo molto frequente tra le persone con disfagia.

Un elemento distintivo del Protocollo WeanCare–Dysphameal® è inoltre la dimensione sensoriale ed esperienziale del pasto. Il protocollo include prodotti progettati non solo per la sicurezza e il valore nutrizionale, ma anche per il piacere di mangiare e la partecipazione ai momenti conviviali. In questo senso, la disponibilità di alimenti stagionali a consistenza modificata, come torrone e panettone nel periodo natalizio, contribuisce a preservare ritualità, socialità e qualità della vita.

Il protocollo ha avuto un impatto misurabile anche sull’organizzazione del lavoro. In cucina, i tempi di preparazione dei pasti si sono ridotti di oltre il 40%, mentre nei reparti si registra un risparmio di circa sette minuti al giorno per ospite, grazie alla gestione più semplice dell’idratazione e alla standardizzazione delle consistenze. Una razionalizzazione che contribuisce a ridurre gli errori e a rendere più fluide le attività quotidiane.

Un modello di cura più sicuro e sostenibile

Le conclusioni dello studio evidenziano come il Protocollo WeanCare-Dysphameal® rappresenti una soluzione facilmente applicabile e sostenibile anche in altre strutture che assistono anziani con disfagia.
Pasti sicuri, consistenti e nutrizionalmente completi contribuiscono a migliorare il benessere degli ospiti e, allo stesso tempo, a rendere più efficienti i processi assistenziali.

Clicca qui per leggere l’articolo completo.