Caldo estivo e anziani: quello che c'è da sapere (e da fare)

Ogni estate, quando le temperature salgono oltre i 35 gradi, giornali e telegiornali ci ricordano che gli anziani sono (insieme ai bambini) i soggetti più "a rischio".

01 luglio 2026
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Caldo estivo e anziani: quello che c'è da sapere (e da fare) Caldo estivo e anziani: quello che c'è da sapere (e da fare)

Ma questa frase, ripetuta come un ritornello, rischia di diventare rumore di fondo. Vale la pena capire davvero cosa succede nel corpo di una persona anziana quando fa caldo e cosa si può fare, in concreto, per proteggerla.

Perché gli anziani soffrono il caldo più degli altri

Non è una questione di fragilità generica. Con l'età, il corpo perde progressivamente la capacità di regolare la temperatura interna: si suda meno, il senso della sete si affievolisce, e il sistema cardiovascolare e renale fatica di più a compensare lo stress termico. A questo si aggiunge spesso la presenza di patologie croniche, come problemi cardiaci, respiratori, diabete, demenza, e l'assunzione di farmaci che possono interferire ulteriormente con la termoregolazione.

Il risultato è che un anziano può raggiungere uno stato di disidratazione o esaurimento da calore senza accorgersene, e senza sentire sete. È per questo che aspettare che sia lui a chiedere da bere non basta.

I segnali a cui prestare attenzione

Familiari e caregiver dovrebbero imparare a riconoscere i campanelli d'allarme, che non sempre sono ovvi. Secondo il Ministero della Salute, una riduzione delle attività quotidiane abituali (spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare regolarmente in bagno) può già indicare un peggioramento dello stato di salute legato al caldo. Altri segnali da non sottovalutare: vertigini, nausea, confusione, urine scure o molto ridotte.

In presenza di questi sintomi, è importante agire rapidamente: portare la persona in un ambiente fresco, idratarla e contattare il medico. Nei casi più gravi, come perdita di coscienza, temperatura corporea molto elevata, stato confusionale acuto, chiamare direttamente il 118.

Vale anche la pena ricordare una distinzione utile: non sempre un aumento della temperatura corporea è febbre. Se dopo almeno mezz'ora trascorsa in un ambiente fresco la temperatura scende, si tratta di ipertermia da caldo e va gestita di conseguenza.

Cosa fare: consigli pratici per chi vive a casa

Per gli anziani che vivono in casa, e per chi li assiste, il Ministero della Salute ha stilato alcune regole di base che possono fare la differenza, tra cui:

Idratazione: bere almeno un litro e mezzo d'acqua al giorno, anche senza sete. Frutta fresca e verdura di stagione aiutano a integrare i liquidi. Meglio evitare alcolici e limitare caffè e bevande gassate. Attenzione però: chi soffre di patologie renali, cardiache o epatiche dovrebbe consultare il medico prima di aumentare l'apporto di liquidi.

Alimentazione: privilegiare cibi freschi, leggeri e facilmente digeribili, ricchi di acqua. Puntare su 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, ridurre grassi, condimenti e sale.

Ambiente: tenere le finestre chiuse nelle ore centrali della giornata e aprirle la sera, quando l'aria esterna si raffredda. Schermare le finestre esposte a sud con persiane o tende che blocchino la luce ma non l'aria. Se si usa l'aria condizionata, impostarla a non più di 5°C in meno rispetto alla temperatura esterna, per evitare sbalzi termici bruschi — e ricordarsi di pulire periodicamente i filtri. I ventilatori sono utili solo fino a circa 32–40°C: oltre quella soglia, non abbassano la temperatura e possono anzi affaticare ulteriormente l'organismo. Non vanno mai orientati direttamente su persone anziane allettate.

Uscite: evitare di uscire tra le 11 e le 18. Se necessario, preferire le prime ore del mattino o il tardo pomeriggio, con indumenti leggeri in cotone o lino, cappello e occhiali da sole. Cercare ombra e prevedere soste in luoghi freschi.

Movimenti in casa: gli anziani con problemi di pressione o problemi cardiaci dovrebbero evitare di alzarsi bruscamente dal letto, soprattutto di notte. Meglio fermarsi qualche minuto in posizione seduta al bordo del letto prima di alzarsi in piedi, per evitare cali di pressione e perdita di equilibrio.

Infine, chi ha un genitore o un nonno anziano che vive da solo, dovrebbe aumentare la frequenza dei contatti nelle giornate di caldo intenso (anche solo una telefonata o un messaggio per capire come sta).