Sicurezza, il ritorno alla socialità

Vivere seguendo le regole per prevenire i contagi.

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Un nemico invisibile

Dalla paura al controllo.

La paura, le relazioni, gli "angeli", i test e i tamponi: quanti capitoli di questa storia sono serviti e serviranno per rendere visibile un nemico invisibile?
Quando si viene colpiti all’improvviso da un male sconosciuto che si annida subdolo e spesso in modo asintomatico anche nelle persone a noi più vicine e amate, la paura diventa un mostro che ci rende inermi, si insinua nelle menti pietrificando sentimenti e pensieri.

L’epidemia da Covid-19 ha devastato come un fulmine a ciel sereno uno dei dogmi della nostra vita: le relazioni famigliari e sociali.
Il Coronavirus ha imposto alle persone un peso terribile, quello di combattere battaglie individuali in solitudine, in casa isolati ed in ospedale senza il conforto di un famigliare al fianco.
Medici, infermieri e operatori sanitari sono diventati “angeli” anche per questo, perché non solo la cura ma la loro umanità ha fatto più che mai la differenza.
Stanare il virus con test e tamponi ci permetterà di continuare ad isolarlo, proteggendo tutti. Una strategia in atto, tanto che ad oggi sono stati effettuati migliaia di controlli su ospiti e operatori sanitari, esami eseguiti nel rispetto delle normative regionali.

Si riparte da qui.

Lasciando la paura alle spalle, senza abbassare la guardia, ma con una situazione costantemente monitorata e sotto controllo, con la serenità di una grande scorta di dispositivi di protezione che consentiranno di lavorare in sicurezza e affrontare le prossime fasi dell’emergenza.

Sicurezza, la svolta che ci riporta alla socialità

Non ci aspettavamo un evento di queste dimensioni, ma abbiamo reagito sin da inizio pandemia con procedure condivise e dispositivi di protezione sempre disponibili

Elena Messere - Caposala
Residenza Anni Azzurri Polo Geriatrico Riabilitativo Milano

Un’onda anomala, senza preavviso

I dispositivi di protezione individuale l’ancora di salvataggio.

Non ci aspettavamo un evento di queste dimensioni, ma abbiamo reagito sin da inizio pandemia con procedure condivise e dispositivi di protezione sempre disponibili.
I dispositivi di protezione individuale, quelle mascherine, guanti, tute, che ci sembravano scontati, sempre disponibili in un mondo consumistico dove tutto è abbondante, in realtà sono diventati merce preziosa, introvabile, soggetta a ritardi per blocchi alle dogane e non sufficienti per far fronte ad una pandemia.

Si era tranquilli, come bagnanti su una spiaggia in una giornata serena, ignari che in breve tempo un’onda enorme e anomala, senza preavviso, avrebbe travolto tutto e gettato un allarme senza precedenti.

In queste situazioni, la prontezza e la capacità di navigare a vista ma senza perdere mai l’orizzonte ci ha consentito di restare lucidi, trovare i primi salvagenti e recuperare tutto ciò che nell’immediato serviva a tamponare l’emergenza.
Allo stesso tempo si pianificavano nuove rotte.
Insieme al progredire delle terapie, la sicurezza ha iniziato ad essere la svolta per allontanare il virus dalle nostre case e riprendere una “socialità”.

Affrontare uno tsunami di questa portata significava raddoppiare e diversificare le energie.
In piena tempesta, con grandi difficoltà di rifornimento, parte del nostro team si è dedicato all’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e alla loro distribuzione agli ospiti e al personale a rischio.

Un team competente e formato, per la sicurezza dei nostri ospiti

Non perdere mai di vista le procedure.

Avere i dispositivi di prevenzione individuale non basta, è necessario saperli usare correttamente, conoscerne utilità e limiti; è necessario essere sempre lucidi e tranquilli e non perdere di vista le regole e le procedure.

Sembra difficile in momenti di emergenza trovare anche il tempo di formarsi. Ma così è stato.

Anni Azzurri ha organizzato in tempi record corsi di formazione all’uso dei dpi, incrementato di oltre il 25% le assunzioni nel periodo, per avere la forza di affrontare la mole di lavoro richiesto.

E’ stato avviato anche un percorso di supporto psicologico, uno sportello d’ascolto, per i dipendenti e gli operatori sanitari sul campo.
Un modo efficace per aiutare a scaricare lo stress accumulato, acquisire consapevolezza del periodo e dominare il carico della gestione emergenziale, per non farsi sopraffare, mantenere lucidità sul lavoro e un rapporto sereno con gli ospiti.

In sicurezza si riparte

Il ritorno ad un porto sicuro.

In sicurezza si riparte, con la pazienza di rivedere modalità di contatti e interazioni si abbandona l’isolamento sia pur sostituito dal distanziamento.
Tutti noi la prima volta che siamo riusciti a fare qualcosa che ci era stato proibito, uscire, rivedere parenti o amici anche se a distanza, abbiamo sentito, insieme ad un nuovo timore, un sollievo ed un senso di ripresa di una normalità.
Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma vivere seguendo le regole ed in sicurezza, senza cedere a tentazioni di abbassare la guardia, ci consentirà di prevenire contagi e fermare l’epidemia.

Con calma, con cautela.

Per ripartire stiamo mettendo a punto procedure ed iniziative per evitare ogni contatto tra persone positive al virus e negative, attraverso il distanziamento, la sistematica somministrazione di test e tamponi ad ospiti e operatori e isolamenti cautelativi di filtro. Le visite dei famigliari resteranno ancora protette e contingentate.

L’animo umano ha la straordinaria capacità di cogliere in ogni situazione, anche la più tragica, un risvolto positivo.
Abbracci, baci, pranzare insieme, chiacchierare senza barriere di mascherine o pareti di plexiglass, torneranno.
E daremo più valore alla vita, che era arrivata ad essere per molti anche troppo frenetica al punto da trascurare le cose vere.
Come il tempo di qualità in famiglia, i momenti con gli amici e quelle belle, lunghe, chiacchierate con i nostri nonni.

Tra passato, presente e futuro.

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