Orto Sociale

Progetto intergenerazionale Orto Sociale Centri Diurni, Demenze e RSA San Giuseppe

Jean Piaget sosteneva che: “Un ambiente di apprendimento fertile e multisensoriale, con le forme e le superfici, i colori, gli odori, i gusti e i suoni del mondo reale, è fondamentale per il pieno sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino”.
Sappiamo inoltre che coltivare è il gesto più antico, forse il primo che ha consentito di parlare di civiltà. Ed è proprio da qui che si evolve il progetto, “L’orto come terapia e come maestro di vita”, nato a Settembre 2017, che ha coinvolto gli ospiti del Centro Diurno “Il giardino dei tigli” e Centro Diurno “San Giuseppe”, si evolve e si apre all’incontro intergenerazionale fra bambini e anziani.
Nella mattinata del 19 Giugno 2018 verranno ospitati alcuni bambini che frequentano il Centro Pedagogico “Pharus” di Grottammare, per far si che questi due mondi, quello dei ragazzi e quello degli anziani, si incontrino creando nuove relazioni.

L’orto, oltre alla valenza terapeutica che il coltivare rappresenta per gli anziani, favorisce la socializzazione, la cooperazione, lo stare insieme e la consapevolezza che in natura esistono “forme” diverse, elementi diversi che convivono insieme armonicamente e in equilibrio attraverso le più vive relazioni umane.
L’orto diventa quindi un laboratorio dell’amicizia dove l’incontro e lo scambio di idee diventano i protagonisti. Gli anziani diventano maestri e trasmettono i loro ricordi, le loro esperienze e i loro racconti in merito alla coltivazione della terra, alla tradizione culinaria, alla conservazione del cibo e alla stagionalità. I bambini vengono sollecitati non solo ad accogliere questi pezzetti di storia ma ad elaborarli insieme collaborando attivamente nel piantare i nuovi arbusti.

Gli obiettivi di questo incontro intergenerazionale sono:

  • L’incontro tra generazioni e la coesione sociale
  • L’apprendimento intergenerazionale, apprendere gli uni degli altri e gli uni con gli altri arricchisce le relazioni interpersonali e contrasta gli stereotipi negativi e l’isolamento delle persone anziane.
  • La trasmissione del patrimonio storico e culturale. L’anziano custode della storia, delle tradizioni e delle abilità pratiche diventa   fondamentale in una società della conoscenza come la nostra perché è un collegamento vitale con il nostro passato, e riesce a dare ai bambini un senso di identità e di prospettiva storica.
  • La valorizzazione della figura del “nonno”. I nonni si prendono cura dei nipoti e contribuiscono ai loro processi di socializzazione. Il ruolo dei nonni come ascoltatori, narratori, depositari della memoria collettiva e della storia di famiglia è visto come complementare al ruolo dei genitori.
  • La promozione dei processi di apprendimento dei bambini e degli anziani. L’apprendimento intergenerazionale è un approccio innovativo in ambito educativo soprattutto nel caso in cui bambini e anziani siano coinvolti attivamente nello scambio di conoscenza e nella produzione comune di contenuti culturali. I processi educativi intergenerazionali sono una dimostrazione pratica del concetto di educazione permanente o lungo tutto l’arco della vita.

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